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martedì 27 settembre 2011

Say goodbye

Dire addio è sempre difficile.
Ci si aggrappa ai ricordi e alle sensazioni come se non ci fosse un domani; mentre un domani c'è eccome. Aspetta dietro l'angolo. E in fondo non è così traumatico quando la possibilità di tornare sui propri passi permane. E' il farsi terra bruciata dietro che terrorizza.

Oggi ho fatto un po' di terra bruciata anche io.

Dire addio a quella casa dove abbiamo passato un'estate intera a guardare il cielo a testa in giù sul letto, con il fumo delle tue sigarette che faceva ghirigori fantasiosi nell'aria, parlando di futuro, di cazzate, di filosofia, delle tue donne, dei tuoi casini, dei miei casini, facendo anche sana "ginnastica"...


Dire addio alla Torino come l'ho conosciuta con te. Che ce la siamo girata a piedi in lungo e in largo seguendo i nostri itinerari abitudinari da vecchietti, ma solo noi sappiamo quanto era bella. Cena alla Reginella, dopocena da Giancarlo e post dopocena in Piazza San Carlo seduti sulle panchine a rimirare i cartelloni di pubblicità balneari che ricoprivano il Caval ëd Brons in ristrutturazione e a immaginare di essere lì. Certo tu eri brillo e ti riusciva molto meglio che a me. E le domeniche pomeriggio in Piazza Carlo Aberto sdraiati sulle panchine a rimirare Palazzo Carignano delimitato dal cielo azzurro, tutto questo parlando di matematica. Perché? Perché proprio la matematica? Me lo domanderò sempre.

Dire addio addio alla me di allora, così piccola e indifesa. Dire addio al te di allora sempre a lamentarsi dei radical chic, che mi ha sempre protetta quando ha potuto, anche se alla fine ero io che avrei voluto proteggerti da tutti i mali del mondo, e che mi ha capita meglio di me e mi ha indirizzata nella giusta direzione. Due anime spaesate e in balia delle onde.

Dire addio al MicioKernel che non ho salutato :( "Ciao MicioKernel :*"

Dire addio alla possibilità di concretizzare i ricordi una volta ancora.
Ma sono sicura che un giorno ci rivedremo.
Ti voglio bene, davvero.



P.S. E comunque il connubio Grey's Anatomy - mail strappalacrime di suddetto caro amico in partenza, non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico. Devasto.

sabato 16 luglio 2011

La signorilità, per dire...

C'è una cosa che di me sanno solo pochi intimi (e tutto il paese dove vivo, ma solo perché è un paese piccino e si chiacchiera tanto). Puoi dire di essere entrato in un grado estremamente alto di confidenza con me solo dopo aver scoperto questa cosa che non è strettamente legata alla mia persona, ma fa parte di me. Non lo faccio per cattiveria o per vergogna o per testare le persone che vogliono avvicinarmisi. No, lo faccio solo perché lo ritengo così normale da non essere necessario parlarne, lo faccio anche perché non voglio fare pena a nessuno. Quindi se non c'è un motivo particolare non dico niente. Molti ci marcerebbero su (l'autocommiserazione va così di moda...), e invece dubito perfino che molti miei professori del liceo lo sapessero, tranne la mia professoressa di filosofia, lei sapeva tutto di me. Poteva andare tutto in vacca, ma io non l'ho mai mai mai tirata fuori come scusante.
Però può essere un buon metro per vedere il grado di ristrettezza mentale delle persone: ce ne siamo sentite dire tante. Ma non ci siamo mai nascosti, siamo sempre andati avanti a testa alta e con una signorilità e serenità (per quanto possibile) che molti possono solo sognare senza trovarla mai.
Forse sbaglio a non parlarne: nessuno se lo aspetterebbe mai e a scoprirlo senza preparazione immagino sia solo una doccia gelata e molto imbarazzo. E di questo davvero mi scuso con chi ha fatto l'esperienza, mi rendo conto non deve essere stata molto piacevole.

I tre quarti di quelli che mi conoscono credono che io abbia un solo un fratello. 
Beh, ecco io invece ne ho due, ma suonerebbe poco delicato in una conversazione dire: "Ciao, sono Chiara, ho 23 anni, faccio la filosofa e la fotografa, ho una mamma, un papà, e due fratelli, uno è musicista ed è altissimo, l'altro è piccino, bellissimo e gravemente disabile"

photo by me.

Tutto questo per dire: crepa coglione! che hai detto con faccia stupita "Ma va a scuola?!? E come fa a imparare e a ripetere quello che ha imparato?" Fatti furbo, imbecille.

No, la signorilità, per dire...

venerdì 17 giugno 2011

Freedom

Per noi che siamo più bravi con le parole inchiostrate che con quelle fluttuanti nell’etere è stato difficile questa sera e probabilmente ti ho privato di qualche ora di sonno che ti serviva, ma io dovevo sapere. Non ho precisamente inteso le tue motivazioni, ma mi hai parlato con il cuore e non posso fare altro che rispettare la tua decisione. Onestà chiama onestà.

L'alternativa era tra il provare ad essere felice vivendo la realtà e l’essere libera*. A quanto pare sarò un’altra volta libera con tutto ciò che ne consegue.
Hai avuto il mio cuore in mano e l’hai cullato. Poi me l’hai restituito dolcemente. Inutile dire che sperassi in un finale diverso. Però grazie per avermelo restituito con il minor numero possibile di ferite.
Potrai dire, potrai scrivere, di aver tenuto un cuore in mano.
Non molti possono dire di aver avuto lo stesso privilegio. E la cosa è reciproca, visti i miei precedenti.

Mi hai tenuta abbracciata per un tempo infinito, ma che sembrava non bastasse mai. Non so se ti sei mai accorto di quanto sono belli i tuoi abbracci. Dico, non so se lo sai!
E se non lo sapevi, adesso lo sai.
Spero di riceverne ancora, perché probabilmente stasera non avrò trovato l’amore, ma credo e spero sul serio di aver trovato un amico.
E in fondo ti voglio già bene :*



Ma se preferisci ti odio, eh.
Buonanotte. E dormi!



*E può sembrare strano trovare i due concetti contrapposti in un'alternativa secca, ma la libertà è una sola e ha un prezzo: ci sono poche cose che puoi fare per essere libero; mentre la felicità non è la medesima per tutti e non sempre una cosa che ti rendeva felice un tempo ti potrà rendere felice in futuro. La felicità è un concetto instabile e forse è per questo che la gente grida a gran voce di essere infelice.

martedì 14 giugno 2011

Rising sun


Io devo smettere di innamorarmi delle idee. Cazzo. Le idee non amano a loro volta. Mai.
Ci sono persone che muoiono per le idee, ma le idee hanno mai contraccambiato? No, non mi pare proprio.
E' che tra idee e persone c'è questo muro ontologico fatto di sogni.
Basterebbe bussare, aprire la porta e chiedere permesso, ma il terrore di sapere chi c'è dall'altra parte, il terrore che dall'altra parte non ci sia una persona che vuole amarti è paralizzante. 
Perché quell'idea è così bella, è così perfetta, è così abbagliante; abbagliante come un sole. E per un po' in effetti è così: è il tuo sole. E il pensiero di tornare di nuovo al buio a leccarti le ferite è orribile, paragonato al suo tepore.
E più è caldo il sole più rischi di bruciarti. E' fisica: il fuoco brucia.

Chissà come sarebbe se mi aprissi e mi invitassi a restare?
Però prima devo bussare.
E' permesso?
Ciao...

Photo by me.

lunedì 13 giugno 2011

Che profumo meraviglioso fuori la notte.

E quella sensazione che si prova quando il profumo della notte accarezza la pelle?
Un brivido corre lungo la schiena e un fremito mi pervade. 
E non so perché, però sorrido. 
Sono sola al buio con la musica che risuona nell'anima. Respiro a pieni polmoni. 
E la notte mi abbraccia. Un lungo abbraccio dolce e profondo. 
Mi sussurra qualcosa. Un brivido freddo e affiora la pelle d'oca: la mia spalla nuda diventa sempre più fredda, ma non posso far altro che rimanere ad ascoltare.
Mi faccio pervadere e trasportare in luoghi lontani, in luoghi vicini, anche più vicini di quando si possa immaginare. 
Resto. 
Mi faccio avvolgere in un profondo abbraccio.
La notte è la più tenera e appassionata delle amanti.

Photo by me.

lunedì 6 giugno 2011

Cercavo l'Amore e ho trovato un Fratello alla fine.

Quando ripenso a me e te, ricordo di aver sempre pensato a Will & Grace [“tranne per il fatto che non sei gay” mi diverto un sacco a ribadirlo perché lui si picca ihih] però non ho mai realizzato cosa comportasse veramente. E forse il fatto che sei partito è stato un bene per noi, per la nostra amicizia.

E di questa consapevolezza oggi sono felicissima. 
Ho trovato il mio Will. Davvero questa volta.

venerdì 6 maggio 2011

Riguardo vecchie fotografie

Non sei tu il soggetto, ma le abbiamo fatte insieme discutendo sulle inquadrature e sugli ISO. Le fotografie mi fanno spesso questo effetto: guardarle mi ha fatto risalire alla bocca dello stomaco tutte le sensazioni provate in quel momento. Tutte insieme. Come un pugno in pancia. L'eccessiva bellezza delle cose a volte fa sanguinare gli occhi, lo sapevate?



Era il 23 novembre e tu eri lì con me. Il ricordo più bello che ho.
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venerdì 29 aprile 2011

Royal Wedding - La cosa più bella

al di fuori del vestito (meraviglioso) e gli alberi in abbazia, e la folla urlante (che se si risposasse il pres.del cons. da noi il massimo che potremmo fare sarebbe prenderlo a duomi in testa); al di là di tutto questo, dicevo, la cosa più bella erano le loro espressioni: scappava a entrambi da ridere. Perché cavolo, vorrei proprio vedere voi a tentare di dare un contegno alla felicità.






E bom, ho finito. 
Giuro. 
Bye Bye


Chiaramente queste foto non le ho fatte io.

mercoledì 30 marzo 2011

Pensierino della buonanotte

E’ bello non avere aspettative di alcun genere, perché rimani sempre piacevolmente sorpresa. E io amo alla follia i momenti in cui mi sorprende con una frase dolce, con un messaggio dolcerrimo inaspettato o con un pensiero o un’azione che nessuno ha mai fatto per me.
Bisogna avere pazienza perché non capita sempre (se no che sorpresa sarebbe?). Ma ne vale la pena. :)
Notte nottina a tutti :*



lunedì 21 febbraio 2011

La stessa medaglia

Negli ultimi tempi, passavamo buona parte della notte abbracciati nel letto. Lasciava la persiana alzata in modo che la luce della luna filtrasse attraverso le tende perché diceva che creava atmosfera e io potevo vederlo quando socchiudevo gli occhi e sapevo che era lì con me. Mi accarezzava i capelli e io ero accoccolata sul suo petto. Ogni volta. Ma proprio mentre ero lì così, in questo angolo di paradiso, non riuscivo a non piangere.
Ero al massimo grado di felicità che io avessi mai provato e piangevo senza riuscire a controllarmi. A volte cercavo di nasconderlo, ma era tutto inutile, mi scopriva sempre. Dio, quanto sembra stupido a ripensarci.
O forse no.
La nostra è una condanna. Quando il tuo cuore stracolma di felicità, una felicità che non sei in grado di contenere, che l’unico modo che avresti per controllarla sarebbe urlare al mondo quello che senti… proprio in quel preciso istante, qualcosa si rompe, sale in gola, e cresce in maniera quasi proporzionale un altrettanto dolore alla consapevolezza che tutto questo finirà di lì a breve. Ed è tutto lì, parte dal cuore, sale la gola e intacca le corde vocali, e qualsiasi cosa tu stessi per dire muore in un singhiozzo. Qualsiasi pensiero tu stessi per articolare svanisce e la vista si annebbia e le lacrime scendono calde, sulle guance e sul suo petto.
E non so, ma forse è nostro destino che felicità e tristezza siano così spaventosamente fusi insieme, quasi come fossero la stessa cosa. Come una condanna a non essere mai veramente felici davvero.

- Va bene, allora… parlo?
- Sì
- Ehilà, ciao. Sono Maggie Murdock e, bene, ho fatto del sesso fantastico con… com’è che ti chiami?
- Oh, terribile…
- Jamie e qualcos’altro. E stiamo filmando così lui si ricorderà per sempre quanto sono sexy. Ero. Bambini, se lo state guardando, rimettetelo subito nel nascondiglio segreto, o ve ne pentirete. Ci saranno conseguenze. Che altro? Mmmm… Solo quanto sono felice. Ora in questo momento, proprio ora [ndr. vedo il sorriso più triste che abbia mai visto], con la luce che ti illumina il viso, arriva una leggera brezza da una finestra e non importa se avrò altri 10.000 momenti come questo o soltanto questo perché è tutto lo stesso. Sì, solo questo: ora, in questo momento. Io ho questo.
 

Love and other drugs

mercoledì 16 febbraio 2011

Eccoci


Mi sono rivista per due secondi con te mentre guardavamo Gilda, io nel mio letto e tu nel tuo, facendoci commenti su msn.
Che momenti meravigliosi!
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