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Visualizzazione post con etichetta ironia. Mostra tutti i post
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domenica 13 novembre 2011

L'eterno ritorno dell'uguale

Io vado pazza per Tiffany, specialmente in quei giorni 
in cui mi prendono le paturnie.
Holly (Colazione da Tiffany)

via web

Dopo una giornata incominciata alla grande (insomma apro gli occhi ed è il primo giorno post Silvio, la mamma viene a svegliarmi per la prima volta in ventitré anni con la colazione a letto) e proseguita in maniera divertente e idiota (spero che non abbiate visto su tumblr) beh, già dal tardo pomeriggio, ha subito un brusco scivolone. 
E vuuuuupsss... 
Ecco che arrivano le paturnie. Sono proprio quelle stronze che quando ti senti Wonder Woman, quando ti senti la Donna Bionica, quando senti che niente potrà mai scalfirti... ZAC! Ti ricordano quello che sei: non hai la super forza, non hai una corazza di metallo, gioia mia; sei semplicemente una donna. Ti piacerebbe credere di essere superiore alle problematiche che riscontrano gli uomini nel comprenderci, ti piacerebbe poter affermare orgogliosa "io sono un essere semplice". Già, ti piacerebbe. Beh, scordatelo, mia cara! E probabilmente sei quella con più fisime di tutte.

Io odio le paturnie. Non hanno alcuna logica, non sono razionali e non mi piacciono. Proprio per niente. Sono stupide, incontrollabili, imprevedibili e... SI', LO SO! Mi sta arrivando il ciclo! Ormoni. Vi odio.


mercoledì 28 settembre 2011

Delirio

Questi sono i peggiori postumi da sbornia senza sbornia della storia.

sabato 17 settembre 2011

Da grande

io voglio avere una casa senza mobili per poter avere tutte le pareti libere e poterle riempire di quadri e fotografie. 


Ah… mi dicono che si chiama galleria d’arte.
Ecco quella

venerdì 16 settembre 2011

Pericolo pubblico

Sarà più o meno un triliardo di anni che non scrivo su questo angolino, ho fatto cose, visto gente, sono stata incastrata per la promozione del corso di teatro che ho concluso l'anno scorso, camera mia è un bordello e quando ho immaginato questo post era molto più bello.

Comunque, il mio settembre è cominciato a pieno ritmo e all'insegna delle novità, ma anche dei conti in sospeso. E chiaramente ben vengano le novità, ma per quanto riguarda le questioni in sospeso: niente di personale, ma vi odio. O mi sto sul cazzo io per non averle ancora portate a termine. Sono indecisa.
Continuano a dirmi di non preoccuparmi che non è grave, che mi sono messa anche a lavorare, è normale metterci di più; che nessuno finisce l'università nei tre anni prestabiliti, tranne i secchioni...
Cazzate. Tutte scuse. E io non ne voglio. Non ne ho bisogno. Che faccio? Comincio pure a mentire a me stessa? Non è che mi sono proprio ammazzata di lavoro: ammazzarsi di studio è decisamente un'altra cosa. E poi mi sono tirata indietro troppe volte e adesso pago pegno. Sto lavorando per rimettere i cocci a posto. Piano piano.

Ma cosa ci volete fare, la filosofia, per quanto meravigliosa e affascinante, è NOIOSA. I saggi – nonostante li adori e ne possieda un numero spropositato – non fanno per me. Davvero, c'è poco da fare.
Prendete un saggio. 
Titolo: accattivante. Descrizione: figata pazzesca. Prime cinque pagine e siete lì tutti entusiasti e convinti che vi svelerà un nuovo orizzonte degli eventi e che darà un nuovo senso alle vostre convinzioni. Dieci pagine: adesso me lo dice, ne sono sicura, ci siamo quasi. Venti pagine: Dai Dai Dai. Trenta pagine e stai già ronfando della grossa con la bollicina che ti esce dal naso. Perché è così.
Ma non vi preoccupate. Non è colpa vostra. E' fisiologico.



Ed è ancora peggio quando – come me – si ha un disturbo ossessivo compulsivo (che sto sviluppando altresì per le scarpe. Ommioddio qualcuno mi salvi!) e si possiede un'arma ad alto rischio: un bancomat.
Io ultimamente evito accuratamente le librerie. O per lo meno ci provo. Soffro di un disturbo molto grave, lo ammetto: compro libri che ormai so che non leggerò mai. E armata di bancomat sono un pericolo, sia pubblico sia non.

Attendendo che i ricercatori trovino una cura per questo disturbo compulsivo, mi tocca rimanere qui, il più lontano possibile da una libreria e riassemblare i cocci dei miei sbagli passati.


sabato 16 luglio 2011

La signorilità, per dire...

C'è una cosa che di me sanno solo pochi intimi (e tutto il paese dove vivo, ma solo perché è un paese piccino e si chiacchiera tanto). Puoi dire di essere entrato in un grado estremamente alto di confidenza con me solo dopo aver scoperto questa cosa che non è strettamente legata alla mia persona, ma fa parte di me. Non lo faccio per cattiveria o per vergogna o per testare le persone che vogliono avvicinarmisi. No, lo faccio solo perché lo ritengo così normale da non essere necessario parlarne, lo faccio anche perché non voglio fare pena a nessuno. Quindi se non c'è un motivo particolare non dico niente. Molti ci marcerebbero su (l'autocommiserazione va così di moda...), e invece dubito perfino che molti miei professori del liceo lo sapessero, tranne la mia professoressa di filosofia, lei sapeva tutto di me. Poteva andare tutto in vacca, ma io non l'ho mai mai mai tirata fuori come scusante.
Però può essere un buon metro per vedere il grado di ristrettezza mentale delle persone: ce ne siamo sentite dire tante. Ma non ci siamo mai nascosti, siamo sempre andati avanti a testa alta e con una signorilità e serenità (per quanto possibile) che molti possono solo sognare senza trovarla mai.
Forse sbaglio a non parlarne: nessuno se lo aspetterebbe mai e a scoprirlo senza preparazione immagino sia solo una doccia gelata e molto imbarazzo. E di questo davvero mi scuso con chi ha fatto l'esperienza, mi rendo conto non deve essere stata molto piacevole.

I tre quarti di quelli che mi conoscono credono che io abbia un solo un fratello. 
Beh, ecco io invece ne ho due, ma suonerebbe poco delicato in una conversazione dire: "Ciao, sono Chiara, ho 23 anni, faccio la filosofa e la fotografa, ho una mamma, un papà, e due fratelli, uno è musicista ed è altissimo, l'altro è piccino, bellissimo e gravemente disabile"

photo by me.

Tutto questo per dire: crepa coglione! che hai detto con faccia stupita "Ma va a scuola?!? E come fa a imparare e a ripetere quello che ha imparato?" Fatti furbo, imbecille.

No, la signorilità, per dire...

lunedì 4 luglio 2011

Cari Lurkerssss

siete un sacco.
Lo vedo dalle visualizzazioni, non me lo invento, giuro.
Io vi voglio tanto bene, perché se tornate a leggermi significa che quello che scrivo bene o male vi interessa o vi piace, fosse anche solo per amore di gossip. Beh... però se commentaste qualcosina vi vorrei ancora più bene, ecco.

Love.

domenica 26 giugno 2011

Sotto la cintura.


  • Premessa: sto lavorando nel reparto telefonia di un grande magazzino. Beh ultimamente è venuto a lavorare da noi un ragazzo che non è solo bello. Di più. L'avevo già notato a marzo. Prima era al reparto fotografia: e già lì non può essere altro che destino. E ricordo di aver pensato. Ecco questo è l'uomo della mia vita. Ma solo da guardare. Insomma avere un ragazzo così dev'essere uno sbattone impressionante e io sono pigra.
Ad ogni modo.
Oggi. Mi sono sciolta i capelli. Non per un motivo particolare: mi andava.
  • Collega Gnocco: Hai i capelli sciolti.
  • io: Eh sì, così pare.
  • Collega Gnocco: Stai bene.

  • Due parole. SBAAAM. A quel punto non capivo più un cazzo. 
  • Un complimento così inaspettato che mi ha lasciata spiazzata. Totalmente.
  • Occhi fissi sul foglio che stavo compilando.
E percependo chiaramente il mio imbarazzo
Collega Gnocco: Guarda che non era un insulto.
io: (ridendo visibilmente fucsia) Sì, lo so. Grazie.

Poi mi fissa con quei suoi due occhi color ghiaccio. 
No, non si può. Io credo che i colleghi eccessivamente belli vadano vietati costituzionalmente. Non si può lavorare così.

giovedì 2 giugno 2011

Non so più scrivere.


Troppo tempo che non scrivo un tema (o racconto) con un inizio e una fine. Ma a ben pensarci, ho sempre odiato i racconti brevi: non sono mai stata brava a dare una parvenza di continuità e di circolarità a ciò che imprimo su carta.
Sì, perché, se le osservi bene, le storie sono circolari o forse - per dirla alla Ricoeur - sono più a forma di spirale. Non sembra anche a voi? Nel finale pare sempre che tutto torni anche se in realtà non corrisponde al vero. Per quanto uno ci provi non riuscirà mai a tornare al punto di partenza. Ma non solo nelle storie di carta, anche nella vita. Potrai desiderare di fare tabula rasa della tua esistenza con tutte le tue forze, ma non potrai mai raggiungerla davvero: non sarai mai più solo, perché saranno proprio i tuoi errori i tuoi compagni di vita più fedeli.

Sì, ecco... dicevo dello scrivere? O no, ho perso il filo...


lunedì 30 maggio 2011

Volevo solo tranquillizzare i miei lurker

e rendervi partecipi del fatto che io non sono affatto triste. No, visto la mia assenza e i post melanconici magari stavate cominciando a pensarlo. No no no. Io non sono una ragazza triste. Io rido. Un sacco.
Mi piace scrivere cose un po' lacrimevoli con ironia a volte, che colpiscono di più. Ma quando acchiappa l'ispirazione a scrivere cose, una che fa? Non la prende al volo?

Attualmente scrivo, non perché sia preda di una qualche ispirazione strana, ma semplicemente perché mi sto annoiando, non ho sonno, ho gli occhi sbarrati come se avessi bevuto 10 caffé e sono le 2 di notte. E inoltre non c'è nessuno sui socialcosi a tenermi compagnia. C'è sempre qualcuno sui socialcosi. Quando soffro di insonnia io, non c'è nessuno. Ditemi se non è sfiga questa. Il social Asocial.

Va bene ho capito, me ne vado a giocare a palla per strada mentre passano le macchine. Ma è notte, non passano nemmeno quelle. Sì, è decisamente sfiga questa. :P

venerdì 22 aprile 2011

Lettera cuore a cuore a chi mi ha pensato così intensamente stasera


Caro te, che mi hai pensato così intensamente, chissà poi perché.
Ti immagino alto, bello, atletico, intelligente.
I nostri figli saranno bellissimi: la bellezza e l’intelligenza tua e i complessi di inferiorità e l’ironia miei.
Caro te, che mi hai pensato così intensamente…

… cala un po’ l’intensità che poi ti ritrovi una compagna sorda.
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venerdì 15 aprile 2011

Il pensiero torna a mercoledì mattina

La luce filtra dalla finestra e lo guardo mentre sta finendo di preparare la valigia. E' tutto agghindato nel suo vestito nero elegante, e penso che sia meraviglioso. *____*

E va bene, e va bene... Ok, sono stata molto più frivola di così: ho pensato che quei pantaloni gli facevano un gran bel culo.
.

mercoledì 13 aprile 2011

Every story has an end. But in life, every ending is just a new beginning.

Ho notato che alle 10 di stamattina qui nei paraggi c'era attività.
Grazie miei piccoli lurker per avermi pensato: in quel momento ero sull'orlo delle lacrime e forse se non sono caduta in quel mare lo devo anche un po' anche a voi che mi stavate pensando un pochino (o forse perché mi vergognavo a piangere come una fontana... ma - suvvia! - sono sottigliezze).


Vedere il proprio migliore amico* preparare la valigia e partire per sempre a lavorare all'estero è quasi egoisticamente (e lo scrivo a caratteri cubitali) straziante. Egoisticamente perché se vuoi davvero bene a qualcuno non puoi fare altro che augurargli il meglio che c'è al mondo, ed è così che io mi sono trattenuta per tutto il tempo di preparazione della valigia e per tutta la notte, e stamattina l'ho salutato con un abbraccio e un bacio prima che si imbarcasse sull'aereo per volarsene negli UK. Fino a che non mi sono seduta in macchina e lì ho ceduto, lo ammetto -> clicca per il supporto audio/video e vola al secondo 12.
Sì, ok non proprio così, ma rende bene l'idea.
Ad ogni  modo, come si può non voler augurare il meglio a qualcuno dopo averlo sentito parlare di questa nuova esperienza con un entusiasmo tale da spiazzare chiunque. Io non me la sono sentita di rovinargli tutto e ho fatto quella forte. Io sono la sua fan numero uno, sapete? E lo sostengo sempre (o almeno ci provo): sarà questo che stupidamente definiamo amore?
Boh... ma alla fine mi sono un po' rotta il cazzo di chiedermi che cosa sia l'amore o di farmi domande sul senso della vita. E se il senso della vita ce lo costruissimo vivendo davvero? E se l'amore lo scoprissimo gustandocelo per quello che è?


* e per migliore amico lo intendiamo in tutti i sensi immaginabili e pensabili. Sì va bene forse è qualcosa di più ma non complichiamocela più di quanto già non sia.

venerdì 4 marzo 2011

Gestisci blog


Beh, insomma... dire che gestisco un blog mi pare eccessivo. Diciamo che ci scribacchio su di tanto in tanto. Ecco.

martedì 1 marzo 2011

Face to face

Ed è con orgoglio che vi presento il blog che vanta il maggior numero di lurker della storia. Lo state leggendo proprio ora. Ne vado fiera, quindi guai a chi comincia a commentare rendendo vano il mio record. Grazie.

Sì, lo so il modo perché la gente commenti sul mio blog è partecipare alla vita sociale della blogsfera e bla bla bla... ma che vi credete, ho una vita oltre a quella virtuale eh... 
ahahah sì, ok bella battuta.
No, scherzi a parte, mi sono resa conto che continuare a leggere articoli di personaggi che ce l'hanno fatta e che hanno cambiato il mondo non mi aiuterà particolarmente a passare all'azione. 
Forse è giunto il momento di passare all'azione. 
Sia chiaro, non voglio cambiare il mondo: io sono molto più egocentrica di così. Uou! è la prima volta che lo ammetto: io sono egocentrica. Ma in effetti non ci vedo nulla di sbagliato se il mio mondo ruota attorno a me. Anzi... 
Sapete, c'è tutta una filosofia dietro il concetto dell'accontentarsi che non starò qui a sciorinare, e io decisamente non voglio accontentarmi. Ciò non significa che sia un'opzione considerabile saltare la gavetta. Quella ha sempre la sua ragion d'essere, quanto meno per aver da offrire un contenuto e non solo un contenitore vuoto fatto di buoni propositi.
Ad ogni modo, ultimamente ho fatto il primo passo. Io lo chiamo un salto di qualità per essere ottimisti, uno di quelli mica da ridere: mi sono lanciata e nel giro di 5 giorni dal mondo dei lavoretti in nero sono finalmente entrata nel magico mondo dei contratti co.co.pro. Entro finalmente a pieno titolo nel precariato italiano. Mi sentivo quasi un'emarginata sociale. Era quasi estenuante sentirne parlare continuamente e non avere mai avuto a che vedere con il mostro.
Ora che ce l'ho di fronte batterò il mio nemico dall'interno. Non si dice così?
Giovedì andrò a Milano per un corso di aggiornamento (spesato quantomeno dall'azienda) e venerdì comincio per 5 settimane. 
E allora andiamo e facciamoli neri...
Cioè... vado. Io. Da sola. Io e me. Me e io. Sì.
Ciao. Notte. Arrivederci. Torno, eh.

See you soon :*

lunedì 14 febbraio 2011

Buon San Valentino a tutti

Quando ero più piccina odiavo San Valentino. Eccola qui, un'altra invidiosa che rode.
Naaaa... io avevo paura di San Valentino perché si faceva la caccia al primino che poi veniva comunque estesa ai secondini. Due anni terribili.
Detto tra noi, di San Valentino non me ne può fregar di meno. Anzi, guardate da chi vi faccio fare gli auguri?


venerdì 11 febbraio 2011

Tra le mille cose che avrei da dire...

... che si faccia una statua a chi ha inventato le pile a dinamo. Perché in questa serata di black out intermittenti mi permette di finire di leggere :)

martedì 8 febbraio 2011

Il lato oscuro della Forza #1

Sentire una malsana soddisfazione nel rispondere ad una mail lunghissima con 7 parole.


Muahahahahahahahahah